Bellissime le descrizioni del paesaggio e dell'atmosfera antica della Cornovaglia!
Il Giardino dei Segreti, Kate Morton, Sperling Paperback, 2012.
Il blog di una ragazza che adora sentire il profumo delle pagine, sfogliare, leggere e parlare di libri.
Questo libro mi è stato straconsigliato da un'amica e devo ammettere che è stata una piacevole lettura! Tra l'altro mi ha aiutato a conoscere un pezzo di storia (la dittatura di Somoza in Nicaragua e la rivoluzione Sandinista) di cui non sapevo assolutamente nulla...E' la storia di due donne, Lavinia, una giovane architetta della buona borghesia e di un'india che 'abita' dentro di lei (non posso spiegare oltre!). E' il racconto di varie battaglie: Lavinia lotta contro il conformismo e il perbenismo della sua classe sociale e dei propri genitori che la vorrebbero sposata ad un uomo di buona famiglia, madre di bambini e dedita alla cura della casa; lotta contro il maschilismo che guarda con condiscendenza il suo essere una giovane e brillante architetta; Itzà, l'india che è in lei, invece deve lottare contro gli spagnoli invasori. Lavinia si innamora di un collega di lavoro che poi scoprirà essere un 'compagno' del Movimento per la Rivoluzione e lei stessa ne entrerà a far parte, ma prima assistiamo ai suoi dubbi, alle sue insicurezze derivanti dalla sua educazione e dal fatto di venire da un ambiente completamente diverso. Gioconda Belli ha anche lei partecipato alla Rivoluzione e il libro è senz'altro in parte autobiografico, parla di una donna indipendente e piena di passione che alla fine trova la sua strada nella lotta per la libertà del proprio paese dando così un senso alla propria vita. Una storia fatta di alti ideali, amore per la libertà, morte e amore. Per certi versi mi ha ricordato "L'Agnese va a morire": anche se periodo storico e ambientazione sono diversi, trattasi sempre della storia di una donna piena di coraggio.
In occasione dell'uscita del film con Daniel Radcliff (si, proprio quello di Harry Potter), ho rispolverato questo libro scritto da Susan Hill nel 1983. Un romanzo che ha avuto un successo incredibile, tanto da esser stato tradotto in più di dieci lingue e da essere trasformato in pièce teatrale in scena dal 1989 ad oggi in tutto il mondo. Un must per gli amanti del gotico! Gli ingredienti ci sono tutti: uno sperduto villaggio circondato da paludi, una casa raggiungibile solo quando la marea si ritira, una misteriosa donna vestita di nero, atmosfere lugubri e tanto tanto mistero. Anche la trama è un classico, infatti il libro inizia con Arthur Kipps, un avvocato londinese che viene incaricato di setacciare la dimora della defunta signora Drablow per preparare la liquidazione della proprietà. Nel villaggio sperduto nessuno vuole però parlare di quella casa nè della sua abitante, ma Arthur, pragmatico e ostile a quelle che ritiene superstizioni, decide addirittura di fermarsi a dormire nella casa disabitata....Non vado oltre nel raccontarvi cosa gli succederà....
Quando entro in libreria mi lascio sempre attirare dalle copertine. Di questo libro mi hanno subito incuriosito la bellissima 'Medusa' di Caravaggio e il titolo che ho spesso visto scritto sui muri e di cui ignoravo il significato. Leggendo la trama ho poi scoperto che era un romanzo e al tempo stesso non lo era. Carlo Bonini, infatti, è un giornalista che scrive per La Repubblica e che ci fa entrare nel mondo dei 'celerini'. Il suo però non è un vero e proprio saggio. Sono i suoi protagonisti, Michelangelo, Drago e lo Sciatto, a parlare. L'autore lascia che siano loro a raccontarci come e perchè sono diventati 'sbirri', in cosa credono e come vivono. Sono loro a raccontarci alcuni episodi di violenza urbana realmente accaduti come l'assalto militare degli ultras ad una caserma di Roma o gli scontri di Genova e sono ancora loro che ci raccontano la propria disillusione e frustrazione. Un libro dalla parte dei celerini o contro? Nessuno dei due. Da una parte Bonini ci conduce nella chat della celere poco tempo dopo i fatti di Genova e i commenti che i poliziotti si scambiano non sono certo esaltanti, dall'altra però ci porta anche dall'altra parte della 'barricata', nel mondo degli ultras che vanno allo stadio con spranghe e catene per far guerra agli sbirri, gli stessi violenti xenofobi che si lanciano in una spietata caccia al Rom (fatto di cronaca anche questo realmente accaduto). Delinquenti violenti che fanno della guerra alla divisa un credo fondamentale (da brivido la lettura dei 'valori' e dei 'principi' enunciati da questi personaggi!) e dello slogan 'Acab' il loro grido di guerra (All Cops are bastardsrefrain di una canzone di una band skinhead degli anni '70). Alla fine Acab non è un libro schierato, non è di destra nè di sinistra e questa è proprio la sua bellezza. Il libro scorre velocemente mostrandoci un mondo a parte di cui non siamo a conoscenza, descritto in modo schietto, spesso brutale; ci fa vedere la catena dell'odio sociale che lega celerini e ultras e i meccanismi che stanno dietro a certi episodi violenti, senza però dare nessun giudizio. Bonini ci fa magistralmente conoscere il celerino, ma ci ricorda anche che dietro alla divisa c'è un uomo. Sarà il lettore a dare un giudizio, se ci riesce, alla fine del libro.